L’insostenibile leggerezza del “tutto-sommato”

Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan hanno nominato ieri i vertici di alcune importanti aziende pubbliche. I giornali hanno urlato alla “rivoluzione” o ancora alla “rivincita delle donne“, tutto questo perché Emma Marcegaglia, Luisa Todini e Patrizia Grieco saranno presidenti, rispettivamente, di Eni, Poste ed Enel.

Da ieri sera è un continuo twittare, scrivere, intervistare su questi alieni “nei posti di comando”. Il fatto, però – come hanno notato in tanti – è che le donne sì, sono state messe nel posto più alto, ma al timone ci sono gli uomini. Così le dichiarazioni rilasciate – se ci fate caso – sono impastati di “tutto-sommato”:

tutto-sommato è stato fatto una passo avanti

tutto-sommato meglio di non avere nessuna donna nei consigli di amministrazione

tutto-sommato le donne sono una risorsa

Tutto sommato di qua e di la, insomma. Ma se invece di sommare, si provasse a pesare, al netto delle considerazioni, la posizione data a queste donne nelle aziende pubbliche? E se, sempre senza sommare, si provasse invece a far qualcosa per evitare che passino 70 anni prima di avere stipendi uguali tra uomini e donne? E se sotto la casella “Amministratore delegato” non ci fossero i soliti noti, ma una donna bella e brava senza correre il rischio di pensare “chissà con chi è stata” per arrivare a quel posto ?

Certo immaginare che al tavolo con il ministro dell’Economia di turno, alla prossima tornata di nomine ci fosse una donzella, sarebbe troppo..

 

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